Una sfera pubblica dove vale tutto

Quest’estate ho visto un gruppo di bambini in spiaggia, giocavano fra le rocce, chiamando a gran voce: “Salvini, Salvini!”. Il gioco era caccia all’immigrato.

Il bombardamento mediatico che riporta le dichiarazioni dei politici che attualmente governano l’Italia ha l’effetto di distorcere la percezione delle persone e di conseguenza polarizzare le opinioni. Le pagine dei quotidiani traboccano di notizie come quelle di un uovo lanciato sul viso di una giovane atleta di colore; di insulti beceri o razzisti operati proprio dai nostri politicanti; di articoli che riportano il numero di persone giunte con l’ennesimo barcone; o di violenti fatti di cronaca che immancabilmente sembrano coinvolgere sempre e soltanto cittadini stranieri (sarà che adesso fa più audience?) nonostante i dati riportino un’assenza di incremento dei reati rispetto all’aumento di presenza sul territorio nazionale di persone immigrate. I media trasmettono quello che indigna e fa più notizia, mentre scivolano in secondo piano le analisi degli esperti che si sprecano a discorrere dei fenomeni, delle cause, degli ingranaggi sociali, politici ed economici che caratterizzano e nutrono la crisi Italiana.

Nel dibattito pubblico attuale, tutto è diventato lecito e discutibile, che si tratti di basilari e inalienabili diritti umani o di progressi della scienza che tutelano la nostra salute (sì, parlo dei vaccini). E nell’attraente fraseggio adottato da certi politici, che non esitano a usare motivetti da propaganda, anche io mi sono trovata a volte a interrogarmi corrosa dai dubbi, a dover ricordare a me stessa come stanno veramente le cose, a rianalizzare per un attimo la realtà per sfuggire a quella deviata che viene proposta.

Sembra che alcuni politici oggi passino più tempo a produrre abili dichiarazioni per fomentare le risposte emotive e più superficiali del pubblico. Questa forma di comunicazione, che placa gli elettori con promesse riformatrici basate su formule facili e soluzioni indolore, si è impennata negli ultimi mesi ed io temo questa Italia. Tutto è in discussione, anche la razza, la dignità umana, la scienza; l’impostazione del dibattito è sempre più distruttiva.
Mi sembra di tornare al Medioevo di una lotta fra galli, perché nell’ondata di populista non servono più maestri: basta un buon pastore.